Le proiezioni ortogonali

Definizione breve

Le proiezioni ortogonali sono un metodo di disegno tecnico che permette di rappresentare un oggetto tridimensionale su un foglio bidimensionale per mezzo di più viste (figure) perpendicolari tra loro. Servono a “trasferire su un piano bidimensionale forme che nello spazio hanno tre dimensioni e viceversa”. In genere bastano tre viste per descrivere completamente un oggetto: la vista dall’alto, la vista di fronte (da davanti) e la vista di lato.

Proiezioni ortogonali 📖 tecnica di rappresentazione grafica · Wikipedia · CC BY-SA

Spiegazione per docenti

Le proiezioni ortogonali (abbreviate P.O.) sono il tipo di disegno geometrico più usato perché riportano le forme esatte dell’oggetto, anche se in dimensioni ridotte. La tecnica si basa su tre piani di riferimento, perpendicolari tra loro e uniti a formare tre angoli di 90°: il sistema prende il nome di triedro.

  • Piano Orizzontale (P.O.): contiene la vista dall’alto, detta pianta.
  • Piano Verticale (P.V.): contiene la vista da davanti, detta prospetto.
  • Piano Laterale (P.L.): contiene la vista di lato, detta fianco.

La Linea di Terra (L.T.) è la linea che divide il pavimento (P.O.) dalle pareti (P.V. e P.L.). Le viste sono collegate dalle linee di proiezione, linee verticali e orizzontali che mettono in relazione i punti dell’oggetto sui tre piani; gli archi di circonferenza (linee di riporto) trasportano i punti dal P.O. al P.L. usando come centro il punto comune dei tre piani.

Poiché il foglio da disegno è un solo piano, mentre il triedro è tridimensionale, occorre eseguire il ribaltamento dei piani: si appoggia il P.O. sul foglio e si ruotano di 90° il P.V. e il P.L. lungo la Linea di Terra, facendoli aderire al foglio. Si ottiene così la disposizione standard: P.V. in alto a sinistra, P.O. in basso a sinistra, P.L. in alto a destra.

Nota storica utile in classe: rappresentazioni simili alle proiezioni ortogonali furono usate intuitivamente fin dall’Età del Ferro, ma le regole precise furono definite solo all’inizio dell’Ottocento. Molto si deve a Gaspard Monge (1746-1818), matematico francese che inventò la geometria descrittiva e i principali metodi di rappresentazione.

Una progressione didattica suggerita dai testi: partire da figure piane, poi solidi con base parallela ai piani, poi solidi affiancati, di rotazione, composti, incastrati e infine oggetti reali. I manuali consigliano di eseguire le prime proiezioni a mano libera (su carta quadrettata) per concentrarsi sul metodo, e solo dopo con gli strumenti del disegno tecnico.

Spiegazione per studenti

Immagina di trovarti in una stanza buia e di accendere una lampada che ti illumina dall’alto: sul pavimento si proietta la tua ombra. Se la luce ti colpisse di fronte o di lato, avresti altre due ombre, sulla parete davanti e su quella laterale. Queste tre ombre sono come le tre proiezioni di te stesso.

Per disegnare le proiezioni ortogonali immagini che un oggetto sia colpito da raggi (i raggi proiettanti) che ne proiettano la sagoma (la proiezione) su un piano, cioè il foglio (il piano di proiezione).

Si usano tre piani perpendicolari tra loro, il triedro:

  • guardando l’oggetto dall’alto ottieni la vista dall’alto, che disegni sul Piano Orizzontale (P.O.);
  • guardandolo di fronte ottieni la vista di fronte, sul Piano Verticale (P.V.);
  • guardandolo di lato ottieni la vista di lato, sul Piano Laterale (P.L.).

Le tre viste vanno poi disegnate su un unico foglio: per farlo “apri” il triedro ribaltando le pareti di 90° lungo la Linea di Terra (L.T.), finché diventano tutte piatte sul foglio.

Versione ultra-semplice (BES/DSA)

Un oggetto ha tre dimensioni, ma il foglio ne ha solo due. Le proiezioni ortogonali servono a disegnare lo stesso oggetto guardandolo da tre lati:

  • da sopra (vista dall’alto);
  • da davanti (vista di fronte);
  • da un lato (vista di lato).

Pensa alla tua ombra: una lampada sopra di te fa l’ombra sul pavimento, una davanti la fa sul muro davanti, una di lato sul muro accanto. Sono tre disegni dello stesso oggetto. Sigle da ricordare: P.O. (vista dall’alto), P.V. (vista di fronte), P.L. (vista di lato).

Esempio concreto in classe

Costruzione del triedro con un cartoncino (attività indicata nei testi):

  1. Dividi in 4 parti uguali un foglio di cartoncino A4 (meglio se quadrettato).
  2. Taglia e piega tre parti verso l’interno: hai costruito il triedro. Un fermaglio aiuta a tenere i lati in posizione.
  3. Posiziona al centro un piccolo parallelepipedo dai lati colorati (va bene una scatola di fiammiferi).
  4. Osservalo dall’alto, di fronte e di lato: ogni volta disegna sulla parete del triedro che hai davanti la faccia che vedi.
  5. “Apri” il triedro ribaltando i piani sul foglio: ottieni le tre viste nella disposizione corretta.

Analogie efficaci (dai testi): la vista dall’alto è come guardare una stella marina sulla spiaggia; la vista di fronte è come guardare una mucca di faccia; la vista di lato è come guardare un cavallo di profilo. Si può anche “inquadrare” l’oggetto con lo smartphone dall’alto, di fronte e di lato.

Dal concetto all’attività

Livello base

Proiezioni ortogonali di figure piane e di un parallelepipedo con le facce parallele ai piani, eseguite a mano libera su carta quadrettata. In questo caso le proiezioni coincidono con le facce reali. Obiettivo: capire la corrispondenza tra oggetto e tre viste e il ribaltamento dei piani.

Livello intermedio

Proiezioni ortogonali con riga, squadre e compasso di solidi geometrici (prismi, piramidi, cilindri) con base parallela al P.O., poi al P.V. o al P.L. Si introducono le linee di proiezione e gli archi di riporto dal P.O. al P.L. (proposta progettuale: la sequenza di solidi e i tempi sono scelta del docente)

Livello avanzato

Proiezioni di solidi composti, incastrati, ruotati rispetto a P.V. e P.L., e infine di oggetti reali quotati. Possibile collegamento con un primo uso del CAD per ridisegnare le viste e confrontarle con quelle a mano. Vedi attivita-proiezioni-oggetto-quotidiano. (proposta progettuale per la parte CAD)

Misconcezioni frequenti

  • “La vista di lato si disegna a caso”: la posizione dei tre piani è fissa, P.V. in alto a sinistra, P.O. in basso a sinistra, P.L. in alto a destra. Non sono intercambiabili.
  • Confondere pianta, prospetto e fianco: pianta = vista dall’alto (P.O.); prospetto = vista di fronte (P.V.); fianco = vista di lato (P.L.).
  • Pensare che le viste siano indipendenti: le tre viste sono collegate dalle linee di proiezione e devono allinearsi; un cambiamento in una vista si riflette nelle altre. (proposta progettuale)
  • Dimenticare il ribaltamento: gli studenti disegnano nello spazio interno del triedro invece che dopo aver ribaltato i piani. Lo spazio interno del triedro non va mai usato per disegnare le proiezioni.
  • Disegnare ciò che si “sa” invece di ciò che si “vede”: in una vista compaiono solo i contorni visibili da quella direzione, non tutto l’oggetto. (proposta progettuale)

Collegamenti interdisciplinari

  • Matematica/Geometria: perpendicolarità, parallelismo, angoli retti, figure piane e solidi; le proiezioni ortogonali derivano dalla geometria descrittiva di Monge.
  • Storia: nascita della geometria descrittiva nell’Ottocento e suo uso nell’industria e nell’architettura.
  • Arte e immagine: confronto tra i diversi metodi di rappresentazione (proiezioni, assonometria, prospettiva) e l’evoluzione del modo di “tradurre in immagini” ciò che vediamo. (proposta progettuale)
  • Tecnologia/progettazione: piante, prospetti e sezioni come base del progetto edilizio e industriale prima della costruzione.

Strumenti digitali utili

  • Software CAD (es. QCAD o il software “Disegno Tecnico” citato nei manuali) per ridisegnare le viste con precisione. Vedi cad-disegno-assistito-dal-computer.
  • GeoGebra per visualizzare la perpendicolarità dei piani e il ribaltamento. (proposta progettuale)
  • Software di modellazione 3D (es. SketchUp) per costruire l’oggetto e generarne le viste, collegando il 3D alle proiezioni. Vedi sketchup-modellazione-3d. (proposta progettuale)
  • Materiali video associati ai testi (QR code nei manuali) per osservare l’animazione del ribaltamento dei piani.

Valutazione e rubriche

CriterioInizialeBaseIntermedioAvanzato
Disposizione dei piani (P.O., P.V., P.L.) e L.T.Posiziona i piani in modo errato anche con aiutoPosiziona i piani correttamente con qualche imprecisionePosiziona correttamente piani e Linea di Terra in autonomiaPosiziona con sicurezza e spiega il ruolo di ciascun piano
Corrispondenza oggetto-visteLe viste non corrispondono all’oggettoCoglie la vista più semplice (dall’alto o di fronte)Realizza correttamente le tre viste di solidi sempliciRealizza le viste di solidi composti o ruotati
Linee di proiezione e riportoNon usa le linee di collegamentoUsa le linee verticali/orizzontali in modo parzialeUsa correttamente linee di proiezione e archi di riportoUsa le linee con precisione anche in casi complessi
Precisione e pulizia del trattoTratto disordinato, misure non rispettateTratto e misure accettabiliTratto preciso, misure corretteTavola precisa, ordinata e completa di quotatura

(proposta progettuale: la rubrica va adattata ai criteri della scuola.) Per i criteri generali vedi valutazione-disegno-tecnico.

Inclusione e adattamenti

  • Partire sempre dal modello fisico del triedro e da oggetti reali manipolabili: il passaggio 3D → 2D è più chiaro se gli studenti possono toccare e ruotare l’oggetto.
  • Usare carta quadrettata e il disegno a mano libera per ridurre il carico legato all’uso degli strumenti.
  • Fornire schede con i piani già tracciati e colorati (P.O. giallo, P.V. azzurro, P.L. rosa, come nei manuali) per gli studenti con BES/DSA.
  • Codici colore e sigle costanti per le tre viste; ridurre il numero di solidi e procedere a piccoli passi.
  • Per gli studenti più avanzati, proporre solidi composti o l’uso del CAD come estensione. (proposta progettuale)
  • Vedi inclusione-disegno-tecnico.

Fonti

  • MyTech Green (Brunetto, Bruno), volume Disegno — pp. 121-123 (definizione, triedro, P.O./P.V./P.L., ribaltamento dei piani, riferimento a Gaspard Monge); indice unità Proiezioni Ortogonali pp. 110-138.
  • Tecnologia.verde 2ed (Paci, Zanichelli), volume Disegno — pp. 49-51 (definizione, viste pianta/prospetto/fianco, linee di proiezione e di riporto, costruzione del triedro).
  • Riferimenti didattici complementari (mano libera, CAD): Tecnomedia DIGIT (Lattes), volume Disegno.
  • Le sezioni didattiche (livelli, misconcezioni, strumenti digitali, inclusione) integrano il contenuto dei testi con proposte progettuali, marcate (proposta progettuale).

Pagine collegate

Micro-competenze collegate (ProfTecnologIA)

MC-DIS-2-01 Disegno
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